| XIII domenica |
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XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno C LETTURE: 1 Re 19, 16.19-21; Sal 15; Gal 5,1.13-18; Lc 9,51-62 LITURGIA DELLA PAROLA Dal primo libro dei Re Salmo Responsoriale Dal Salmo 15 Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Seconda Lettura Gal 5, 1.13-18 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati Canto al Vangelo 1Sam 3,9; Gv 6,68
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Oggi ci imbattiamo in un altro argomento serio e decisivo, che non è un argomento di discussione o di chiarificazione di qualche idea o concetto, ma molto concreto, perché si tratta di una scelta, si tratta di saper trovare dentro di noi quella lucidità che ci permette di orientarci e di avere il coraggio di non indietreggiare quando abbiamo visto la verità e ci siamo resi conto che è la scelta giusta. Sulla valutazione di tutto questo, naturalmente, spesso ci inganniamo o siamo confusi o siamo dominati da pregiudizi o da abitudini o da mode culturali e spesso da timore. Gesù si propone che educatore dei nostri sentimenti e anche come provocatore delle nostre intenzioni più segrete e più vere, facendole emergere dal profondo o da quegli angoli oscuri dove li abbiamo relegati, perché non vogliamo prenderne coscienza.
SEI TU, SIGNORE, L’UNICO MIO BENE
Possiamo far partire la riflessione proprio dal salmo, perché costituisce una delle vette più alte della spiritualità ebraica, che trae la conclusione più logica e più radicale dalle premesse che si trovano nella tradizione dell’Alleanza e in quella priorità assoluta dell’amore di Dio sopra ogni cosa, che permette di fare una distinzione netta tra ciò che possiamo desiderare, anche di ottimo, in questo mondo e ciò che costituisce il compimento di tutti i desideri e le aspirazioni e che permette di relativizzare ogni cosa quando si confronta con l’Assoluto. Come non ricordare a questo punto le “lodi di Dio Altissimo” di S. Francesco? ….Tu sei trino e uno, Signore Iddio degli dèi. Tu sei il bene, tutto il bene, il sommo bene, Signore Iddio vivo e vero…(FF 261). E su questo argomento c’è una infinita letteratura mistica. Conosciamo bene l’affermazione di S. Teresa d’Avila: “Solo Dios basta”. Il salmo mette a confronto la scelta del salmista con le altre scelte passeggere o menzognere degli uomini, che non recano alcuna felicità e non permettono l’accesso alla vera vita, alla gioia che è data dalla presenza dell’Altissimo. Dicevo che questa premessa tratta dal salmo introduce molto bene alla lettura del Vangelo di oggi, sia nella prima parte che nella seconda.
GESU’ DECIDE
L’introduzione del vangelo dà il via alla riflessione successiva: Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme…quindi tutto quello che segue è inserito in questo viaggio verso Gerusalemme, che fa da cornice e dà luce a ciò che dirà e compirà Gesù. Egli sa qual è il suo destino, andando verso Gerusalemme, eppure non sta lì a tergiversare o a seguire itinerari alternativi: va diritto e deciso. La premessa è importante: Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto. Questa è la nuova traduzione del testo, più corrispondente a quello latino e greco; il termine greco può significare: “essere elevato”, “essere accolto”, “salire”, “essere preso”; quindi si riferisce contemporaneamente alla sua elevazione alla gloria, alla sua passione, alla sua assunzione in cielo; il suo salire a Gerusalemme è solo emblematico. Questo fatto costituisce un motivo di rifiuto, quasi una ritorsione gelosa, dei Samaritani che non vogliono accoglierlo. Qui si rivela subito la pasta di cui sono fatti i discepoli e tutti noi: questa gente va sterminata; è una giusta punizione di Dio. Gesù li rimprovera. Avranno capito? Gesù ha deciso di andare a Gerusalemme, essi hanno deciso di seguire Gesù, ma quale Gesù? Ciò che segue lo mette in chiaro.
GLI UOMINI DECIDONO?
Ci sono tre casi paradigmatici che vogliono mettere in risalto sia che cosa si sceglie seguendo Gesù, sia la necessità di scegliere. In due casi sono le persone stesse che esprimono un desiderio di seguire Gesù, ma a certe condizioni. In un caso è Gesù che propone, ma l’interpellato pone ugualmente delle condizioni. Luca non ci dice nulla circa le risposte concrete di questi tre, ma lascia supporre che questi ancora devono decidere. Le decisioni ultime non sono state riportate, perché le risposte di Gesù sono rivolte a noi, a tutti. Non interessa sapere ciò che è successo, interessa sapere come ci poniamo noi di fronte a queste esigenze. I tre loghion marcano una linea di confine tra i tentennamenti che caratterizzano le nostre decisioni e ciò che Gesù intende. Gesù esige una lucidità sconcertante: è necessario avere ben chiaro che cosa si sceglie seguendo Lui, i facili entusiasmi non sono di buon auspicio; è bene sapere fin dall’inizio a che cosa si va incontro. Così non si può perdere tempo rimandando la decisione, per qualsiasi motivo; è segno di poca convinzione o di un’infatuazione sentimentale che si smorza appena trova un ostacolo. Quanta gente, attraverso la storia, si è infatuata di Gesù! Ma quanti poi si sono arresi! E’ anche una sfida con se stessi, con la propria autenticità e sincerità. E’ vero: Gesù diventa segno di contraddizione, posto a svelare i pensieri di molti cuori.
CHIAMATI ALLA LIBERTA’
La seconda lettura meriterebbe una riflessione approfondita: si tratta di libertà. Così come suona il testo, evidentemente, non ha una risonanza corrispondente al suo vero contenuto, perché i termini vanno letti in relazione al nostro linguaggio odierno, ma in relazione al problema che Paolo sta trattando, cioè la schiavitù della Legge antica, che i Giudei volevano imporre di nuovo ai Galati, dopo che avevano accolto la Legge dello Spirito: questo è il nocciolo della questione: camminare secondo lo Spirito, vale a dire non conformarsi più alla logica umana, ma a quella evangelica. Il tutto è sintetizzato bene nelle ultime espressioni: La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. |
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